Cominciamo male...
Da che televisione è televisione i bimbi sono la sicurezza in cui si rifugiano i pavidi...
per me è già un passo falso.
L'esibizione di Mina è imbarazzante... Ma che è sta storia del video? Anche la scelta di Puccini, più populista non si può... e di nuovo la bimba a chiudere il cerchio.
Di bello c'è che si passa subito alla musica, sentiamo Dolcenera...
L'arrangiamento non è completamente da buttare e lei non si può dire che canti male. Il testo è new-sanremo-age, con echi battiateschi. La strofa neanche è da buttare, il ritornello è piuttosto banalotto.
Non male le scenografie, che ricordano le atmosfere di x-factor.
Giuria demoscopica in sala... L'idea non è male.
Certo che Bonolis per ora sembra un po' teso... Cerca di creare uno stile più formale, ma è difficile.
Oh, mamma fausto leali, che esce dal recinto solo a sanremo... "una piccola parte di te" che titolo...
Ossignore dimmi che la canzone migliorerà...
Poi il testo sulla differenza generazionale è imbarazzante. Santa polenta il ritornello è anche peggio. L'interpretazione non ha nulla a che fare con la musica e le parole.
"quel ragazzo davanti allo specchio sei tu"?!
santa pazienza...
Pessimo, pessimo Fausto Leali.
Ecco,il pubblico è chiaramente diverso da quello imbalsamato sanremese.
Irrompe Laurenti. Con un'interpretazione di "That's life" dignitosa...
Spero che la scenetta sia decente. Difficile uscire dai loro chichè. Si vede che è preparata la scena e non riescono a uscire dal seminato.
Primo blocco pubblicitario.
Sono curioso di sentire Tricarico. Inizia maluccio... Ma è una sensazione un po' si riprende.
Il testo non sembra male. Forse il modo di cantare è un po' troppo caricato.Cacchio ma è somigliante a Vasco Rossi, sia la sua canzone che il suo modo di cantare, ma forse è solo un'impressione...
La valleta!!!
Niente male soprattutto se fa vedere le coscie. Ma parla? Mi sa di no...
Giuro che cercherò di essere obiettivo su Marco Carta...
Bene, un attacco robusto!
Dai ma come fa a fare successo questo! è imbarazzante! Non ha una bella voce, non ha stile, non ha classe, non ha energia, sembra un orribile innesto di Nek su Eros Ramazzotti. La canzone è tremenda "dentro meeeaaaa" ma ddai!!! "il paradiso dentro meeeaaaa"
"Tu sarai la forza mia..." Ma come cazzo si fa!!! "dentro meaaaaaaaaaaeaeaeaeaeaea" ma ddai!!!
Bene credo di essere stato persino educato su Marco Carta!
Strano,una canzone d'amore!
Patti salvaci tu! La canzone ha una bellezza classica quasi ieratica, un po' pallosetta, un po' assai...
Lei sì, che ha classe, ma l'età preme sulle corde vocali... Nel complessodeludente...
C'è un gershwin... ma non prelude a nulla... (almeno per ora).
Cacchio già la seconda pubblicità?!
Urca ci saluta michel de scroto blockness! e che cippa centra? ma soprattutto che palle!!!
Mi sembra un po' moscio sto festival, io vedo una malaparata...
Noooooo!!! Marco Masini nooooooooooooo!!! Hanno scongelato gli ibernati! Ben insipente sta canzone... Un testo pseudo-impegnato che finisce col mare blu... Mah...
Tra poco verrà Benigni...
Intanto c'è il secondo siparetto con doppi sensi omo-ispirati... Niente di che...
Minchia, che palle anche Renga!!! Tra poco inizio a bucarmi... Minchia finora la cosa migliore è dolcenera... e non aggiungo altro...
Ancora nove canzoni?!
Ecco Benigni... Invettiva lunga e a tratti divertente...
Bella la conclusione sugli omosessuali. Una lezione che serve in questo povero paese.
"Mi rende orgoglioso di essere italiano"... mah...
Pupo: robetta...
No dai, i Gemelli Diversi mi sembra davvero troppo... Ma come fa a piacere sto genere! è di una monotonia pazzeasca!!! Solo il testo è accettabile...
E' ufficiale: la valletta è davvero imbranata... insipiente come mai...
Albano... Ma è vero? Sembra la parodia di un cantante scemo...
Voce fastidiosa come poche, sgradevole da sentire e incapace di trasmettere una qualsvoglia emozione. Un urlo di cappone. O forse qualcuno semplicemente gli sta strizzando le palle.
Oddio Mozart Hard Rock... Beh forse l'idea migliore della serata.
Comincia forte la canzone degli Afterhours. Interessante la parte secca, senza musica. Il problema è che ste band di rock italiano non brillano per originalità...
Iva Zanicchi. Non ci facciamo mancare proprio niente... Ti voglio senza amore... é in versione Porca di Ligonchio a quanto pare... No avrei mai pensato di poterlo dire, ma è fra le cose meno peggiori di stasera. è anche lei non sta cantando male... Sarà l'ora... Ecco sugli acuti in po' si affloscia ma è comunque al di sopra delle mie aspettative...
Inizio sanremese anche per di battista-nicolai... Canzone acconciata bene,
Cantata bene, ma senza carattere.
Povia ci canta "I ricchioni fanno ohhhh". Un ciellino alla corte di Bonolis... Uno può diventare gay solo se ha avuto un'infanzia difficile, poverini! devono essere guariti e curati... Con lui credevo fosse amore. credevo, ma non era amore. Sottinteso: non si può amare una persone dello stesso sesso. Una delle immagini dell'Italia gretta, bigotta, ortodossa, e cattiva che ormai pare trionfante. "nessuno in fondo sa com'è fatto un'altro" Mah...
L'ho notato solo ora! Non ci sono fiori sul palco!
chi cazzo canta?!
Sal da vinci... Mai sentito, Comunque canta un minestrone di suoni, più che unacanzone...
Alexia-Lavezzi, che non è la nuova coppia del Napoli. Alexia ha un'energia e una comunicatività fuori dal normale, effettivamente. Lui poverino non ce la può fare... La canzone tutto sommato è aggrazziata, a parte il testo.
E' finita la gara dei big.
Che schifo, un livello medio assurdamente basso, credo fra i peggiori di sempre. Adesso canta Kate Perry, con cui Bonolis ha fatto la figura del demente tentando di parlare in inglese. Molto carina lei, devo dire. Non canta neanche male, un filo troppo sopra le righe per i miei gusti. La canzone è oscida. No, non è carina è una gran figa. Noooooooo ha fatto voto di castità! ah, ecco ci ha ripensato... Ma perchè gli italiani devono sempre ripetere il clichè del vitellone... ah mio dio...
Comunque ha proprio una bella voce.
"questo festival vuole anche rappresentare le eccellenze italiane." Lo dirò solo
una volta, pacatamente.
CI AVETE ROTTO I COGLIONI CON STA FREGNACCIA DELLE ECCELLENZE ANDATEVENE TUTTI A FARE IN CULO.
Le nuove proposte?! Pure?
Mi dispiace, ma non lo reggo più... Mi dispiace ma dovrete fare a meno del mio illuminante commento...
Addio!!!
PS: Come si può notare dallo stile questa recensione è stata scritta al volo, in presa diretta. L'ho solo riletta per correggere gli strafalcioni più evidenti...
Il fatto che sia pubblicato solo ora è spiegabile con la mia proverbiale puntualità...
Il commento del Corriere della sera (non a questo post, allla prima serata del Festival...)
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venerdì 20 febbraio 2009
lunedì 3 novembre 2008
Amanda e i Rom
Oggi pomeriggio ho acceso la televisione e mi sono beccato su canale 5 un servizio su Amanda Knox. Ho vinto l’iniziale istinto a cambiare canale perché volevo verificare una sensazione che già più volte avevo provato. Ossia la mitizzazione di questa ragazza che è accusata di omicidio. Mitizzazione in senso letterale nel senso che Amanda è stata in un certo senso sganciata dalla realtà ed inserita in un contesto da fiction, diventando il suo crimine non un atto efferato, ma l’azione di un personaggio e pertanto, sottratto al nostro giudizio morale.
L’autrice del servizio metteva in risalto in primo luogo alcune caratteristiche di Amanda: bella, colta, intelligente, piena di interessi. Perché avrebbe dovuto compiere un delitto? L’equazione è evidente: il bello ricco e colto non può avere istinti omicidi (o magari agire sotto effetto di stupefacenti.), è affare del povero brutto e ignorante. Come inserire allora il delitto in contesto che risulti fruibile dai telespettatori e vendibile dai giornalisti? Solo esasperando il contrasto fra la bellezza, eccetera e la sua condizione di assassina. Il delitto viene traslato in un discorso in cui la povera Meredith è quasi ridotta ad essere un semplice momento necessario allo svolgimento della trama della narrazione su Amanda e il delitto in sé perde di importanza. In questo contesto perde anche di importanza se effettivamente abbia o no commesso il delitto, e la simpatia che traspare per Amanda non è dovuta alla sua natura di accusata ingiustamente, anzi la giornalista criticava la presa di posizione apertamente “innocentista” presa dalla stampa e dall’opinione pubblica americana.
E qui la cosa si fa interessante perché il fatto che Amanda sia straniera, anzi extracomunitaria, rende la vicenda più speziata.
L’osservazione più banale è che la schema classico dell’informazione italiana (lo straniero, oltre ad essere povero ignorante e cattivo, è anche quasi inevitabilmente un criminale, mandiamoli tutti a casa, o perlomeno facciamo in modo che si vedano il meno possibile) non può funzionare per il semplice fatto che Amanda è un’americana o meglio una wasp (white anglo-saxon protestant) il che appunto, fa saltare gli schemi (sarebbe stato interessante vedere la reazione dei media di fronte ad una afroamericana, si potrebbe convincere una a fare un omicidio).
Possiamo complicare un po’ le cose dicendo che in questo caso è lo schema più generale colpa-condanna mediatica è saltato. Non è più in palio la giustizia, il trovare il colpevole, la cosa importante è che la trama sia avvincente. I colpi di scena sono benvenuti perché non c’è in ballo un rito collettivo che necessiti di un capro espiatorio.
Voglio fare un paragone azzardato ma assolutamente pertinente. Qualche tempo fa in Italia si alzò un coro di vibrante protesta quando sulle prime pagine dei giornali venne sbattuta in prima pagina la notizia di una zingara che aveva rubato (tentato di rapire) una bambina. Lo schema interpretativo proposto dai media e subito fatto proprio dagli italiani (non tutti, spero) era quello colpa/condanna. Peccato che la notizia non fosse vera. O meglio i due rom erano stati accusati, passando 4 mesi in galera ingiustamente, ma non avevano tentato alcun rapimento. Della vicenda ha parlato in maniera molto saggia John Foot sull’ultimo numero di Internazionale, in un articolo significativamente intitolato “ladri di verità”.
Naturalmente i giornali, in primo luogo il “progressista” la repubblica, lesto a sbattere i mostri in prima pagina, non hanno dato rilevanza all’assoluzione (verifica facilissima da fare: digitare in google rom rapimento bambini repubblica. Uscirà, come primo risultato la notizia del “rapimento” su repubblica.it e la notizia dell’assoluzione viene data solo da siti di informazione indipendente).
È evidente che lo schema interpretativo era semplicemente quello arci noto del rapimento di bambini da parte di streghe cattive o straniere che conosciamo fin dalla fiabe (hansel e Gretel). È uno schema che fa, ahimè, parte del nostro immaginario collettivo su cui il giornalismo (ma possiamo davvero chiamarlo tale?) fa affidamento per i titoli scandalistici. Purtroppo il giornalismo, che dovrebbe essere parte integrante nella formazione del cittadino razionale soggetto della democrazia liberale (mi sto allargando, ma smetto subito) preferisce invece pescare nel più reazionario e oscurantista immaginario collettivo, creando un circolo vizioso davvero pericoloso: con la notizia che fa proprio un luogo comune e lo rafforza a sua volta, con la sua credibilità e autorevolezza professionale, mentre la notizia vera, l’assoluzione, non trova uno spazio e una forza necessaria per scardinare credenze tanto radicate, anzi non trova spazio proprio per niente…
L’autrice del servizio metteva in risalto in primo luogo alcune caratteristiche di Amanda: bella, colta, intelligente, piena di interessi. Perché avrebbe dovuto compiere un delitto? L’equazione è evidente: il bello ricco e colto non può avere istinti omicidi (o magari agire sotto effetto di stupefacenti.), è affare del povero brutto e ignorante. Come inserire allora il delitto in contesto che risulti fruibile dai telespettatori e vendibile dai giornalisti? Solo esasperando il contrasto fra la bellezza, eccetera e la sua condizione di assassina. Il delitto viene traslato in un discorso in cui la povera Meredith è quasi ridotta ad essere un semplice momento necessario allo svolgimento della trama della narrazione su Amanda e il delitto in sé perde di importanza. In questo contesto perde anche di importanza se effettivamente abbia o no commesso il delitto, e la simpatia che traspare per Amanda non è dovuta alla sua natura di accusata ingiustamente, anzi la giornalista criticava la presa di posizione apertamente “innocentista” presa dalla stampa e dall’opinione pubblica americana.
E qui la cosa si fa interessante perché il fatto che Amanda sia straniera, anzi extracomunitaria, rende la vicenda più speziata.
L’osservazione più banale è che la schema classico dell’informazione italiana (lo straniero, oltre ad essere povero ignorante e cattivo, è anche quasi inevitabilmente un criminale, mandiamoli tutti a casa, o perlomeno facciamo in modo che si vedano il meno possibile) non può funzionare per il semplice fatto che Amanda è un’americana o meglio una wasp (white anglo-saxon protestant) il che appunto, fa saltare gli schemi (sarebbe stato interessante vedere la reazione dei media di fronte ad una afroamericana, si potrebbe convincere una a fare un omicidio).
Possiamo complicare un po’ le cose dicendo che in questo caso è lo schema più generale colpa-condanna mediatica è saltato. Non è più in palio la giustizia, il trovare il colpevole, la cosa importante è che la trama sia avvincente. I colpi di scena sono benvenuti perché non c’è in ballo un rito collettivo che necessiti di un capro espiatorio.
Voglio fare un paragone azzardato ma assolutamente pertinente. Qualche tempo fa in Italia si alzò un coro di vibrante protesta quando sulle prime pagine dei giornali venne sbattuta in prima pagina la notizia di una zingara che aveva rubato (tentato di rapire) una bambina. Lo schema interpretativo proposto dai media e subito fatto proprio dagli italiani (non tutti, spero) era quello colpa/condanna. Peccato che la notizia non fosse vera. O meglio i due rom erano stati accusati, passando 4 mesi in galera ingiustamente, ma non avevano tentato alcun rapimento. Della vicenda ha parlato in maniera molto saggia John Foot sull’ultimo numero di Internazionale, in un articolo significativamente intitolato “ladri di verità”.
Naturalmente i giornali, in primo luogo il “progressista” la repubblica, lesto a sbattere i mostri in prima pagina, non hanno dato rilevanza all’assoluzione (verifica facilissima da fare: digitare in google rom rapimento bambini repubblica. Uscirà, come primo risultato la notizia del “rapimento” su repubblica.it e la notizia dell’assoluzione viene data solo da siti di informazione indipendente).
È evidente che lo schema interpretativo era semplicemente quello arci noto del rapimento di bambini da parte di streghe cattive o straniere che conosciamo fin dalla fiabe (hansel e Gretel). È uno schema che fa, ahimè, parte del nostro immaginario collettivo su cui il giornalismo (ma possiamo davvero chiamarlo tale?) fa affidamento per i titoli scandalistici. Purtroppo il giornalismo, che dovrebbe essere parte integrante nella formazione del cittadino razionale soggetto della democrazia liberale (mi sto allargando, ma smetto subito) preferisce invece pescare nel più reazionario e oscurantista immaginario collettivo, creando un circolo vizioso davvero pericoloso: con la notizia che fa proprio un luogo comune e lo rafforza a sua volta, con la sua credibilità e autorevolezza professionale, mentre la notizia vera, l’assoluzione, non trova uno spazio e una forza necessaria per scardinare credenze tanto radicate, anzi non trova spazio proprio per niente…
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